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BE A WEBSTAR #MONTH2

Sono arrivato a 40.000 followers e continuo ad utilizzare tutti i sistemi di cui vi ho parlato per sostituire i followers fake che ho comprato con quelli buoni e in target.


Ora è il momento di passare a creare massa su Facebook perchè altrimenti uno rimane indietro rispetto all'altro. Lo farò nel prossimo periodo cercando se esistono servizi dedicati che funzionano meglio.


Oggi però voglio affrontare una questione importante legata, in parte, a quello che ho fatto fino ad adesso sui miei social.


Recentemente è venuto in agenzia un cliente che ci ha chiesto di dare una marcia in più ai suoi social per affrontare un progetto in cui è molto importante avere notorietà sui social.


Nel primo incontro abbiamo raccolto tutte le informazioni necessarie e le aspettative a livello di crescita del cliente.


Nei giorni successivi abbiamo messo in piedi una strategia basata sulle Ads di Facebook e Instagram, ma con il budget a disposizione si sarebbero raggiunto un numero di likes circa dieci volte inferiore alle aspettative.


Il Cliente, a conoscenza del nostro progetto social ci ha chiesto specificatamente di valutare anche la strada da noi percorsa con l'acquisto di utenza social farlocca.


La domanda qui sorge spontanea, è giusto poter offrire un servizio di questo tipo nonostante uno spieghi perfettamente al Cliente a cosa va incontro, quali siano le conseguenze, avvisandolo che ciò che si sta facendo è totalmente falso?


Cosa ne pensate?

BE A WEBSTAR #MONTH2
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BE A WEB STAR #MONTH1. DA ZERO A 25K

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BE A WEB STAR #MONTH1. DA ZERO A 25K

Chiedo scusa per la latitanza, ma sono state settimane complicate farcite di discrete rotture di balle.

Non per questo mi sono fermato e la mia attività di influenzer è continuata.

Cercherò qui di riassumere un po' tutto ciò che ho imparato in questo primo mese di attività.



Se si vuole fare questo mestiere quattro spicci bisogna necessariamente spenderli


Ebbene si, se volete diventare degli influencer senza stare attaccati tutto il giorno al vostro Neutrino+ siete obbligati a spendere qualche spiccio per farvi aiutare. Questi soldi però li dovete spendere bene e in maniera intelligente.


Per fare questo dovete necessariamente capire il principio basico del mondo di instagram.


Chi ha più follower è portato a essere considerato "importante" e quindi seguito dagli altri.

Questo significa dover avere un quantitativo omogeneo di followers che cresce insieme a voi.

Neutrino senza troppa fatica vi permette di crescere di qualche centinaio di followers al giorno. Ma sono veramente followers di basso livello. Per nulla interessati a voi. Spesso con account finti o abbandonati.


Abbiamo testato un venditore di followers e con nostra grande sorpresa la qualità dei followers che ci hanno venduto è più che discreta.

A fronte di un pagamento di 104$ (84 euro) abbiamo comprato 15.000 followers con una retention intorno al 10%. Teoricamente dovrebbero essere garantiti quindi scriverò loro cosa hanno intenzione di fare con i 1.500 che mi mancano.

Diciamo quindi che con questo provider con 350 euro possiamo arrivare alla soglia dei 100.000 followers che ci servono per essere considerati influencer.


Ma con tutti questi followers non possiamo non avere un numero congruo di likers. Il rapporto corretto dovrebbe essere il 5% a foto. Ma diciamo che possiamo accontentarci anche dell 1% cifra che molti influencer si sognano.

Pensate alla top influencer italiana Chiara Ferragni considerata da tutti come il modello / esempio da seguire. Con 12,6 milioni di followers ha circa il 3% di likers.


Bisogna quindi aiutarsi con un servizio di likes automatici a pagamento. Con 55$ al mese (44 euro) ci garantiamo 500 likes ogni volta che postiamo qualcosa, quando arriveremo a 100.000 likes con 90$ (73 euro) ci garantiremo 1000 likes a post.


Quindi per avere e mantenere un profilo finto da 100.000 followers ci vogliono circa 350 euro di startup e 73 euro al mese per i likes.


Di fondo però noi vogliamo essere seguiti da persone reali e incrementare i nostri likes in maniera naturale. Come possiamo farlo?


Innanzitutto abbiamo bisogno di uno strumento di analytics che ci permetta di conoscere quali sono realmente i nostri numeri e da dove provengono.

Senza di questo siamo costretti a navigare al buio. Ne ho analizzati numerosi, ma alla fine l'unico veramente performante è Iconosquare.

Questo strumento che costa dai 13 ai 29 dollari al mese è letteralmente fondamentale se volete trasformare il vostro gioco in lavoro.

Analisi di tutti i tipi vi vengono proposte con una grafica allettante e intuitiva. Potete sapere le attitudini dei vostri followers, da dove vengono, che lingua parlano, quanti post scrivono, quante persone seguono e da quanti sono seguiti mediamente.

Inoltre Iconosquare vi permette di programmare i vostri post nei giorni e nelle settimane successive e da solo pubblica su instagram i vostri post.

E' importante perchè dedicando una oretta a settimana potrete pianificare tutti i post senza dovervene preoccupare durante il giorno.

Infine vi permette di gestire i commenti e le risposte ai vostri interlocutori.


Qualche settimana fa avevo scartato Instalex perchè ero sotto l'effetto dei followers a tutti i costi.

In realtà è uno strumento potentissimo e utilizzimo. Perchè fa un lavoro molto importante. 

Costantemente giorno e notte compensa i followers che perdiamo inevitabilmente (erano persone non interessate a noi forzate a metterci like) con persone che sono interessate ai nostri argomenti. (cliccate qui per rileggere come funziona instalex)


In silenzio il nostro Instalex ci ha portato quasi 500 followers in diciassette giorni interessati ai nostri argomenti. Ho inserito #golf (3,5% di ritorno), #golfing (3,1%), #italianstyle (2,6%), #madeinitaly (3,3%), #rock (3,7%), @aerosmith (8%), @iamstevent (4%), #photography (4,2%), #cats (4%).

E questi utenti sono super attivi. Ho iniziato ad avere contatti nella mia casella di posta di aziende che, per ora, hanno iniziato ad avvicinarsi a me e capire se esistevo. Vedremo che accadra.


Riepilogando i costi e i risultati.


Ho 25.000 followers. Ho speso 84 euro per averli.

Spendo 44 euro al mese per i 500 likes a foto

Spendo 10,5 euro al mese per Instalex

Spendo 10,5 euro al mese per Iconosquare

Totale spesa mensile 65 euro al mese.


La domanda però è se ora valgo qualcosa oppure no.

Il mio valore attuale di mercato è di circa 55 euro a post.

Ne basterebbe uno al mese per fare pari con quanto sto spendendo.... Settimana prossima creerò il mio primo mediakit e vediamo se troviamo qualche azienda che vuole utilizzarmi.


 

 

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BE A WEB STAR #WEEK1. VOGLIO IL BOLLINO BLU

E' quasi finita la prima settimana da influencer e da oggi in poi vi aggiornerò di settimana in settimana per non tediarvi e annoiarvi.


A meno che non succedano cose particolari. Ho raggiunto i seimila followers, posto costantemente dalle due alle quattro volte al giorno, ho na linea editoriale, due fantastiche manager pronte per gestire le opportunità commerciali e qualcuno che mi aiuta con i contenuti.


Ho eliminato completamente le persone seguite e iniziato da zero a seguire veramente chi mi interessa.


Le ultime notizie riguardo la mia scalata verso il successo parlano dell'acquisto di 2.000 followers italiani per 10 dollari ... ho il dubbio che mi abbiano zanzato e l'acquisto di 5.000 followers internazionali per 39 dollari che non so ancora se arriveranno o meno.


Ho smesso per ora di usare Neutrino+ (che utilizzo solamente per acquisire likes per le mie foto). Vedo crescere costantemente il mio profilo durante la giornata, ma non capisco più se sono followers naturali o arrivano dai 5.000 comprati. Vedremo cosa succede tra qualche giorno.


Un vero influencer, per fare il passo finale, deve avere il bollino blu di utente certificato.


La policy di Instagram è abbastanza stringente in merito. Il bollino blu viene dato a insindacabile giudizio della piattaforma a personaggi famosi e generalmente conosciuti. A meno che....


Potrebbe esserci una scappatoia, di difficile realizzazione ma proviamoci.


Cosa accade se qualcuno tenta di spacciarsi per noi? Instagram ci permette di segnalarlo, fa delle verifiche e se abbiamo ragione decide che noi siamo quelli ufficiali.


Allora ho tentato, ho creato una mail falsa, un profilo falso con un nome molto simili al mio e ho ripostato tutte le foto del mio profilo ufficiale. 


Sono andato nella scheda segnalazione, ho compilato il form, mandato foto del mio passaporto ... e ora si attende.


Mi riuscirà questa magata? Vi terrò aggiornati!

BE A WEB STAR #WEEK1. VOGLIO IL BOLLINO BLU
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BE A WEB STAR #DAY5. PERCHE' IL VERO INFLUENCER E' SEGUITO NON SEGUE

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BE A WEB STAR #DAY5. PERCHE' IL VERO INFLUENCER E' SEGUITO NON SEGUE

Ho fatto una analisi di quelli che sono considerati veri influencer. Una cosa che li accomuna è quella di essere seguiti ma di non seguire nessuno o quasi.


Anche io voglio essere così, altrimenti mi sento uno sfigato.


Nonostante abbia raggiunto e superato brillantemente quota 5.000 questa mattina seguivo più di 2.500 persone.


D'altra parte il meccaniscmo follow for follow è proprio questo, segui me che io seguo te.


Come sempre la nostra applicazione Neutrino+ ci viene incontro. Una delle voci è l'energia. Energia che si accumula punendo chi non ci segue più e si perde quando smettiamo di seguire qualcuno.


I miei 10 account finti, però, mi hanno fatto accumulare più di 15.000 punti energia percui posso permettermi di eliminare un po' di zanzeria.


Ho cercato un po' di app fino a trovare la app e alla fine mi sono fidato (a buon ragione) della app Unfollow.


Elimina 50 utenti che seguiamo ogni 30 minuti. Per cui con un po' di pazienza domani sarò come i veri influencer.


Ve lo confesso. Ho investito 6 euro per acquistare i primi followers. Duemila, italiani, super targettizzati e garantiti.


Oddio sono passate ormai 10 ore e di garantito ci sono solo soldini in meno sulla mia carta ma nessuna ombra dei miei duemila amici immaginari.


Inizio a essere preoccupato. Se funziona domani vi dirò dove mi sono appoggiato.

 

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BE A WEB STAR #DAY4. HO BISOGNO DI FOLLOWERS

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BE A WEB STAR #DAY4. HO BISOGNO DI FOLLOWERS

Il mio percorso da web star è appena iniziato e io sono già alle prese con le prime crisi d'astinenza.


L'obiettivo di 200 followers al giorno è passato a 500 poi a 1000 e oggi sono molto arrabbiato di averne ottenuti solo 1200.


Ma che diamine. Ho anche fatto quattro profili falsi di Instagram... Ve lo confesso per velocizzare ancora di più il mio processo sono passato anche ai profili fake per ottenere followers fake da passare al mio profilo vero.


L'app di Neutrino+, ormai diventata per me essenziale come l'acqua o il bagno quando ti scappa, permette di passare diamantini da un utente all'altro che la utilizzano.


Quindi... quindi ho registrato quattro profili falsi con mail altrettanto false (sono solo quattro perchè l'app di Instagram non gestisce più di quattro utenti contemporanei altrimenti sarebbero già stati 10). 


Con questi utenti falsi seguo persone e poi mi passo i diamanti alla mia utenza ufficiale per pompare i numeri.


Il problema, però, inizia a sorgere per le interazioni. Quattromiladuecento followers chiamano almeno duecento likes a foto.


Io non ci arrivo. Con i miei utenti fake arrivo ad averne cinquanta sessanta al massimo.


Che fare? Ci viene incontro l'app Get Likes. Ogni due likes abbiamo un like da usare per le nostre foto.


In fondo ho dovuto solo cliccare 800 volte per avere un po' di likes da utilizzare per le mie foto.

 

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BE A WEBSTAR #DAY3. LA NASCITA DELLA STRATEGIA

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BE A WEBSTAR #DAY3. LA NASCITA DELLA STRATEGIA

Siamo solamente al terzo giorno e iniziano ad assalirmi i primi effetti della droga chiamata social influence.


I numeri continuano a crescere e senza alcuna difficoltà ho raggiunto circa 3.000 followers. Sempre sparsi per il mondo ma abbastanza interessati a ciò che posto.


Le interazioni sono bassine ma comunque esistono. Considerando una media del 5% di interazioni rispetto ai followers diciamo che sono costretto ad spingere per circa un terzo delle necessità. Per spiegarmi meglio 100 likes a foto arrivano da soli, 50 li devo acquisire attraverso altri strumenti.


Inizio a sentirmi come quegli attori che per recitare in un film devono entrare talmente in sintonia con il personaggio quasi fino a fondersi con esso.


Come sapete per questo terzo giorno ho analizzato lo strumento Instalex. In sé l'idea dietro questo tool è logica, funziona e potrebbe fare al caso di chiunque voglia intraprendere questa attività.


Ma in poco più di un giorno mi ha aumentato la fanbase di 9 unità. Decisamente troppo poco. Il mio Neutrino+ con qualche nuovo accorgimento che vi spiegherò riesce a portarmi a casa un migliaio di nuovi followers al giorno senza spendere niente.


Si tratta di un rapporto 100 a 1. Inaccettabile per me che voglio diventare subito influencer.


Appunto. Quando si diventa influencer? Si dice in giro che la quota sia 100.000 followers. Così sia. Quello è il nostro obiettivo.


Ma veniamo a Instalex. Di cosa si tratta? Innanzitutto bisogna dire che è un tool a pagamento. Costa poco (12 euro al mese) ma comunque sono soldi che potrei spendere per comprare utenti fake. Quindi deve valerne veramente la pena.


All'interno del software si definiscono degli hashtag affini a ciò che ci piace o ciò che vogliamo diventare. Il sistema in automatico mette dei like alle foto che hanno l'hashtag in quesitone, scrive commenti e inizia a seguire utenti che l'utilizzano.


La speranza è che gli utenti che iniziano a essere seguiti ricambino il favore seguendo noi. Fatto questo il sistema (decisamente intelligente) togli il follow a questi utenti per diminuire il numero di quelli che seguiamo noi.


Le prime 24 ore si sono chiuse in questo modo: seguo 276 persone, ho messo 38 likes, scritto 70 commenti per avere 9 nuovi followers.


La notizia, però è che il mio team ha definito il mio piano editoriale. Chi è e cosa deve dire il nostro influencer?


Si tratta di un testimonial di Milano, dell'Italia e del Made in Italy nel mondo. Questa scelta è stata presa perchè vogliamo continuare a essere il più possibili fake e quindi restare a gestire tutto seduti nel nostro bell'ufficio di Canova19.


Trovare foto di #italianfood #italiantrip #italianfashion #italianlifestyle è molto semplice, basta cercare su Google.


Comunque tornando all'inzio di questo scritto, il problema vero è che sta diventando una droga. Domani vi spiegherò ma vi sposso dire che ormai ho quattro profili finti di Instagram che mi permettono di velocizzare la mia crescita su quello buono ... #sonoormaimalato

 

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BE A WEB STAR #DAY2. LA QUESTIONE MORALE

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BE A WEB STAR #DAY2. LA QUESTIONE MORALE

Siamo al giorno due del nostro esperimento sociale. I risultati iniziano a vedersi: 1653 followers e un engage medio nelle foto decisamente superiore a 50.


La nostra app Neutrino+ continua a fare egregiamente il proprio dovere. E in due giorni ci ha fatto guadagnare più di 1000 followers. Followers che interagiscono con noi. 


Ma questo post vuole essere dedicato al prodotto sperimentato oggi Fazon+ ... Se pensiamo all'influencer come colui che vuole crearsi un lavoro senza fare una mazza nella vita ecco che Fazon+ è per gli aspiranti influencer sfaticati.


E' una applicazione di una facilità disarmante. La apri, colleghi il profilo Instagram schiacci un bottone gigante a forma di diamante e ti godi lo spettacolo.


In automatico l'applicazione inizia a seguire utenti, mette like alle loro foto, commenta i loro post. Tu senza sapere nulla riguardo la tua attività guadagni followers. L'applicazione nella sua versione basic (gratuita) permette di avere 100 followers al giorno.


Fantastica direte voi. Invece trovo che Fazon+ sia moralmente inaccettabile. Tu non sai dove la stessa mette like, non puoi sapere quali profili ha iniziato a seguire, quali commenti ha scritto e su quali foto.


E se avesse iniziato a seguire un aspirante terrorista? E se avesse messo like a foto di bambini? E se avesse commentato sotto la foto di un animale squartato?


Va bene tutto, ok la voglia di diventare influencer a tutti i costi, ma Fazon+ si spinge decisamente troppo oltre i canoni della decenza.


L'ho ovviamente disinstallata e rinuncerò volentieri a questa manciata di followers in più in nome di un minimo di trasparenza.


Questa mattina, comunque abbiamo iniziato a mettere giù il progetto editoriale. Si perchè il nostro finto influencer dovrà pur posizionarsi e prepararsi ad essere venduto alle aziende.


Dopo un ragionamento, al fine di giustificare meglio la presenza di molti profili stranieri il nostro influencer vuole diventare un ambassador del Made in Italy nel mondo. Aiutare le aziende italiane a farsi vedere all'estero.


D'altra parte con tutti questi followers da tutto il mondo qualcosa bisogna pur inventarsi per diventare commerciali.


Il #DAY3 verrà invece dedicato all'analisi di un'altra metodologia di caccia ai followers l'autolike, e in particolare allo strumento Instalex.

 

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BE A WEB STAR #DAY1

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BE A WEB STAR #DAY1

Oggi, 18 marzo 2018, a Milano era una giornata fredda e uggiosa. Una giornata di quelle dove l'unica cosa che ti va di fare è restare a casa e riposarti.


Nel tentativo di dare un senso a questa giornata ho iniziato a ragionare quali potessero essere gli argomenti futuri di questo blog. Uno degli argomenti che mi piacerebbe trattare è delineare una serie di regole che possano permettere di individuare quali sono i profili Instagram che hanno acquistato followers e likes finti.


Come sempre, il nostro approccio è quello scientifico. Ho cercato quindi di definire alcune regole di buon senso che potessero essere non solamente semplici, ma anche sempre valide.


Ad un certo punto, però, mi sono chiesto perchè non provare a diventare un influencer utilizzando tutte le possibili scorciatoie per ottenere il massimo con il minimo sforzo.


Ho convertito il mio profilo Instagram che non aggiornavo da un po' con  270 followers  in profilo professionale ho aperto Google e ho iniziato a studiare.


Come primo giorno di questo esperimento sociale non mi andava di tirare fuori dalla tasca la carta di credito per comprare dei bei followers fake, volevo conoscere meglio il meccanismo del tanto decantato "follow for follow".


Ho scaricato un po' di applicazioni. In linea di massima funzionano tutte allo stesso modo. Ti chiedono di seguire degli sconosciuti - spesso con profili improbabili - ed in cambio ottieni dei gettoni (a volte diamanti, a volte stelle, a volte punti karma) con i quali puoi acquisire likes sulle foto o followers del profilo.


Mi sono soffermato, alla fine, sull'applicazione Neutrino+, dopo esserci registrati e aver autorizzato l'app ad accedere al proprio profilo Instagram viene proposto un elenco di utenti tra i quali scegliere chi si vuole seguire.


Ogni utente seguito ci da diritto a 8 diamanti. Con i diamanti raccolti è possibile fare due operazioni: comprare likes per le nostre foto, oppure utilizzando 359 diamanti essere inserito nella lista degli utenti che possono essere seguiti da altri.


I likes sulle nostre foto costano 4 diamanti e arrivano in pochissimi secondi.


Ho iniziato comprando alcuni likes sulle mie foto e mi sono accordo immediatamente di una cosa strana. All'aumentare dei likes - seppur comprati - le interazioni spontanee aumentano. Avevo sul mio profilo una foto di uno struzzo. Ho acquistato circa 30 likes a metà pomeriggio. In serata i likes erano 80 senza aver comprato altro.


Ogni volta che si raggiungono i 359 diamanti e si viene immessi nel circuito della fan acquisition, durante i 10 minuti a disposizione si guadagnano dai 30 agli 80 likes al profilo. Pertanto se per ottenere i 359 likes abbiamo dovuto seguire 45 utenti a volte il saldo sarà positivo a volte negativo.


Quindi Neutrino+ funziona? Si funziona. Il difetto è che per ottenere i diamanti si è costretti a seguire una marea di utenti molto poco interessanti - spesso di paesi molto lontani da noi - le cui fotografie cui siamo decisamente poco interessati le ritroviamo nel nostro diario.


Come fare? Esistono delle applicazioni che permettono facilmente di eliminare utenti che non ci seguono. Ovvero che non ritornano la nostra gentilezza. Se si vuole crescere con questa tipologia di applicazioni la sensazione è che sia fondamentale tenere pulito il proprio profilo il più possibile.


Vi chiederete come è finito il primo giorno da Web Star?


Ho portato i miei followers a circa 900 con un incremento di più di 600 followers. Il rovescio della medaglia è che mi trovo a seguire un migliaio di sconosciuti di cui non me ne frega assolutamente niente. E' anche vero che il sentimento è reciproco e i miei 600 followers di oggi non hanno la minima idea di chi io sia, e di sicuro non sono interessati a ciò che dico o ciò che faccio.


Domani per il #DAY2 sperimenteremo un'altra app sempre della stessa casa. Fazon+, potrebbe essere interessante anche se l'idea che sta dietro mi sembra parecchio invasiva.

 

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INFLUENCER MARKETING: lo state facendo bene?

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INFLUENCER MARKETING: lo state facendo bene?

Molte aziende ci chiedono di valutare se i soldi spesi dai loro brand in influencer marketing sono stati un buon investimento.


Nella quasi totalità delle situazioni non siamo in grado di dare una risposta poiché non è scientificamente possibile farlo, a volte purtroppo siamo in grado di dare risposta negativa analizzando i profili degli influencer scelti.


Il punto focale, però, è come oggi viene utilizzato l'influencer marketing e quali siano le aspettative delle aziende o - ancora peggio - le suggestioni vendute dalle web star, da chi le gestisce o dai centri media.


Quando durante un incontro si parla dell'utilizzo di ambassador per promuovere i prodotti attraverso i social cerchiamo sempre di delineare bene il contesto in cui vanno inseriti.


La prima cosa che facciamo è un parallelismo tra l'influencer marketing e la più canonica delle forme di pubblicità, quella sulla carta stampata.


Molto spesso, infatti, per le aziende l'influencer marketing significa vedere il proprio prodotto in una foto sul profilo Instagram di una web star


Ecco qui che nasce il parallelismo di cui si parlava: gli influencer sono dei media come lo sono le riviste, i quotidiani, le televisioni e le radio.


Il nostro scopo, quindi, in questa forma estremamente superficiale di comunicazione è quello di individuare quale siano i profili migliori sui quali promuovere il prodotto dell'azienda.


Per intenderci, possiamo consigliare se comprare una pagina su Vanity Fair, Grazia o Donna Moderna a seconda del target, ma non possiamo garantire se l'uscita potrà in qualche modo incidere sulle vendite del prodotto.


Ed esattamente come le vendite di una rivista sono frutto di numeri poco certi, allo stesso modo i numeri degli influencer sono spesso diversi dalle aspettative.


Parleremo in altri articoli dell'importanza del progetto creativo nelle campagne di influencer marketing e di quanto questo aspetto sia sottovalutato, in questo articolo però vogliamo soffermarci su altro: i numeri delle web star.


Eh si, togliamo la classica fetta di prosciutto dagli occhi, i numeri di parecchi influencer sono comprati, sono comprate le interazioni sui post, sono comprati i commenti.


Il bello è che - a differenza della carta stampata - con un po' di attenzione si può capire chi è meno finto di un altro, ma alla fine tutti (direttori marketing, agenzie, centri media) sono interessati a portare all'amministratore delegato numeroni da capogiro sia che siano veri sia che siano finti. 


Per cui il sistema si regge su numeri che, in molti casi, sono gonfiati. Così tanto da rendere ovvia la domanda con la quale abbiamo iniziato questo articolo.


Infatti, vi possiamo svelare questo segreto, sono quasi sempre gli amministratori delegati a farcela.


Quando durante un meeting sentiamo questa frase "Scusatemi, mi fate capire?" già sappiamo dove sta andando a finire la discussione. "Abbiamo fatto una campagna con l'influencer X, abbiamo avuto 1,3 milioni di visualizzazioni e 100 mila likes, come mai non abbiamo venduto nulla ?"


L'influencer marketing deve diventare una cosa seria. 

Deve essere affrontato professionalmente da parte di tutti, a partire dai brand, arrivando alle agenzie per passare dai centri media ma soprattutto deve diventare seria per chi vuole fare dei propri profili social una fonte di reddito. 


Il rispetto per i propri clienti (i brand) deve essere qualcosa che va al di sopra di tutto il resto.


Ma di questo parleremo nelle prossime puntate.

 

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Michelangelo Manente è protagonista del video musicale Birkenau

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Michelangelo Manente è protagonista del video musicale Birkenau

Michelangelo Manente - art director di Golden Flamingo - ideatore e protagonista del video musicale della canzone Birkenau.


«Ho dato vita al brano grazie all'apporto immenso di due grandi artisti ed amici: Romeus, giovane cantante ed autore, tra gli altri, di Malika Ayane e Danilo Tasco, bravissimo batterista dei Negramaro».


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«Con "Birkenau" voglio ricordare tutte le vittime della Shoah durante il periodo 1933-1945, più precisamente le anime volate in cielo nei campi di concentramento Nazisti costruiti in Polonia: "Auschwitz e Birkenau", in cui il regime Nazista seminava terrore tra sorelle e fratelli ebrei».


«Ho lavorato al videoclip del brano assieme ad un grande fumettista, ritrattista: Michelangelo Manente».


Queste le parole di Valerio "Combass" Bruno uno degli autori del brano nonché bassista degli "Après la classe".

 

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Flying Colors intervista esclusiva: quando la follia musicale diventa arte

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Flying Colors intervista esclusiva: quando la follia musicale diventa arte

A un certo punto della tua carriera, quando sei un Hall of Famer della tua specialità, puoi permetterti di creare qualcosa di folle, qualcosa di nuovo.


Questo deve essere stato il pensiero di Mike Portnoy - leader e fondatore dei Dream Teather - quando nel 2011 ha deciso di fondare il supergruppo dei Flying Colors. Anche se, nel loro caso, forse bisognerebbe sostituire il prefisso "super" con "iper". 


Mike Portnoy, probabilmente il miglior batterista al mondo se consideriamo i premi vinti nei suoi 20 anni di carriera, ha pensato in grande: ha coinvoltoSteve Morse, dal 1994chitarrista deiDeep Purple (considerato uno dei più grandi influencer mondiali, sulla cresta dell'onda da 40 anni),Neil Morse, il principale protagonista della scena prog mondiale (anch'egli con 40 anni di carriera alle spalle),Dave La Rue, un bassista con anni e anni di esperienza, in grado di collaborare con i più grandi musicisti del mondo. La voce era l'ultimo tassello mancante. 


La scelta è ricaduta su Casey McPherson, un giovane cantante dall'eccezionale estensione vocale.


Lo scopo del progetto? Regalare al prog rock, uno dei generi più sofisticati del panorama della musica leggera, una nuova incarnazione, più fruibile. Più pop. Obiettivo affatto semplice da raggiungere. Ma i ragazzi ci sono riusciti. A quattro anni dalla loro formazione, hanno pubblicato due album, entrambi di livello tecnico altissimo.


Il primo (Flying Colors - 2012) si compone di hit da radio come The StormKayla, affiancati da pezzi decisamente più impegnati e vicini al mondo progressive (Infinite Fire) e al metal (All Falls Down). 


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Il 2013 ha visto il gruppo mpegnato in un tour mondiale di presentazione del progetto che è culminato con un DVD Live (Live in Europe - 2013) che rimarrà una pietra miliare nella storia delle registrazioni dal vivo.


Il secondo album (Second Nature - 2014) è un ritorno alle origini del Prog, pur mantenendo una vena pop, nelle vocalità di Casey McPherson. 


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In questo album si trovano due capolavori assoluti: A place in your World, capace nell'assolo di Steve Morse di parlare come il migliore dei cantanti, e Cosmic Simphony, canzone di 12 minuti, divisa in tre atti,  che fondendo alla perfezione generi musicali diversi, fa sorgere nell'ascoltatore attento una sensazione a tratti magica e uno stato quasi di oblio. 


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Dopo un ulteriore tour mondiale, i Flying Colors si apprestano a tornare in studio per un terzo album. Grazie alla preziosa collaborazione del loro manager e amico, Bill Evans, siamo riusciti a fare qualche domanda ai Flying Colors in esclusiva per il nostro sito.


Casey, vi piace venire in Italia a suonare? Quando pensate di tornare?

«Adoro l'Italia. E anche le insalate! Gli italiani sono le mie persone preferite. É sempre un onore visitare il vostro bel paese e vedere la vostra gente Se riusciamo ad organizzarci speriamo di tornare il prossimo anno»


Steve, avete in cantiere un nuovo album? Avete già composto qualche canzone?

«Scrivo sempre nuove cose. Sto scrivendo per molti progetti. Per quanto riguarda i Flying Colors, cerco di mettere insieme idee che potrebbero piacere ai ragazzi della band in modo che, nel giro di pochi minuti, queste parti possano diventare parte delle loro idee. Succede tutto molto velocemente, e certamente continueremo a fare così per molto altro tempo ancora»


Neal, i Flying Colors hanno anche uno scopo educativo? Vi piace l'idea di insegnare buona musica ai giovani musicisti?

«Sono sempre stato interessato a insegnare musica ai giovani. Ma non ho mai pensato a questa cosa in relazione ai Flying Colors. Qualsiasi cosa faccia, comunque, è fatta con la volontà di essere un buon esempio, soprattutto per i ragazzi. In ogni caso il primo pensiero quando si tratta dei Flying Colors è quello di fare la miglior musica possibile»


Dave, tu hai lavorato nel campo dell'educazione, sei stato professore alla Stretson University. Cosa ti piace di questo lavoro?

«Spendo parecchio tempo a insegnare, sia privatamente che alla Bass Central di Orlando; anche via Skype. Mi piace molto lavorare con i miei studenti e vederli crescere musicalmente. Mi tengono sempre aggiornato su quello che fanno e, a loro volta, mi insegnano cose nuove»


Casey, cosa hai pensato quando hai saputo che saresti entrato a far parte dei Flying Colors? Qualcuno dei membri ti ha dato qualche consiglio?

«La prima cosa che ho pensato è stata: 'non conosco nulla di musica prog' ma i ragazzi mi hanno solo detto 'è questione di fare buona musica'».


Steve, è stato più difficile il primo volo da pilota di aerei o sostituire Ritchie Blackmore nei Deep Purple?

«Mi è costato molti più cambiamenti e sforzi diventare un pilota nei periodi in cui avevo poche opportunità di lavoro. Nell'unirmi ai Deep Purple la mia sfida più grande è stata imparare le sequenze da una registrazione live ... molto lavoro, ma non difficile. L'unica cosa complicata lavorando con i Deep Purple è quella di non avere nessun controllo sul mio programma e quindi vedersi molte tappe del tour durare più del previsto. La musica, la band, il pubblico sono l'aspetto divertente. Quindi credetemi, la parte musicale è solamente un piacere, mentre i lunghi viaggi, quasi sempre internazionali, sono la cosa che fanno sembrare questo mestiere un lavoro.»


Dave, guardando i vostri video si ha l'impressione che vi divertiate moltissimo. Quanto conta essere affiatati e divertirsi per comporre buona musica?

«Giusta impressione, ci divertiamo veramente molto a suonare insieme. Un po' meno durante le sessioni di scrittura. Ogni componente di questa band è talmente impegnato che se non ci divertissimo a suonare tra noi non ci saremmo preoccupati di trovare il tempo per questo progetto»


Casey, c'è un nuovo lavoro di qualche artista che vorresti menzionare?

«Mi piace moltissimo il nuovo album dei Radiohead»


Neal, dal 2002 la tua vita è cambiata. Come hai realizzato che Dio ti stava chiamando? Questo ha influenzato il modo di fare musica?

«Quello di diventare cristiano è stato un processo lungo cinque anni. Non posso raccontarvi tutto quello che mi è capitato in questa intervista. Vi posso accennare qualcosa: mia figlia quando era molto piccola è guarita da un problema al cuore grazie alla preghiera. Questo fatto ha avuto una grande influenza su di me. Questa ed altre situazioni mi hanno fatto capire che Dio mi aveva chiamato per qualcosa. E' qualcosa che ho sentito nel mio cuore. Spiritualmente. Nel 2002 ho capito che dovevo lasciare la mia band. Sono cose difficili da spiegare. Ma io e la mia famiglia siamo estremamente grati a Dio per questa cosa. Per quanto riguarda la musica, questo fatto mi ha cambiato radicalmente e tutto ciò che scrivo è profondamente diverso rispetto a prima. Scriviamo le nostre canzoni e la nostra musica dal profondo di noi stessi prima, quindi, scrivevo di cose che mi facevano arrabbiare o che non mi piacevano. Ora tendo a scrivere cose spirituali cercando di non tralasciare mai la gratitudine verso Dio.»



(Andrea Maggi, Alessandro Regini, Agnese Paris)

(Special thanks to Bill Evans)

 

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Leonardo scultore, a GF la gestione dei social

Golden Flamingo gestirà i social network dell'importante mostra su Leonardo da Vinci che si terrà a Palazzo delle stelline dal 25 novembre al 23 dicembre 2016.


La mostra, intitolata "LEONARDO SCULTORE - HORSE AND RIDER", ruota intorno all'opera Horse and Rider, una scultura di straordinaria rilevanza internazionale, esposta con un ampio corredo di materiali (stampi, libri, illustrazioni) e un corposo materiale didascalico multimediale bilingue (italiano/inglese).


Il pubblico potrà ammirare anche una seconda scultura del genio fiorentino, la Testicciola di terra, che presenta elementi comuni alla prima: entrambi i lavori provengono da collezioni private, non sono mai stati esposti in Italia, e portano una particolare firma di Leonardo: una L maiuscola e una V rovesciata, sigla ideata dal Vinciano, riscontrata su un foglio del Codice Ashburnam.

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Leonardo scultore, a GF la gestione dei social

Golden Flamingo gestirà i social network dell'importante mostra su Leonardo da Vinci che si terrà a Palazzo delle stelline dal 25 novembre al 23 dicembre 2016.


La mostra, intitolata "LEONARDO SCULTORE - HORSE AND RIDER", ruota intorno all'opera Horse and Rider, una scultura di straordinaria rilevanza internazionale, esposta con un ampio corredo di materiali (stampi, libri, illustrazioni) e un corposo materiale didascalico multimediale bilingue (italiano/inglese).


Il pubblico potrà ammirare anche una seconda scultura del genio fiorentino, la Testicciola di terra, che presenta elementi comuni alla prima: entrambi i lavori provengono da collezioni private, non sono mai stati esposti in Italia, e portano una particolare firma di Leonardo: una L maiuscola e una V rovesciata, sigla ideata dal Vinciano, riscontrata su un foglio del Codice Ashburnam.

 

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Da una idea Golden Flamingo, ViaCalzabigi e Francesco Coco nasce una limited edition di calzini dedicate alle squadre della sua vita

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Da una idea Golden Flamingo, ViaCalzabigi e Francesco Coco nasce una limited edition di calzini dedicate alle squadre della sua vita

Da modesto pedalino a status symbol, un indumento basic diventato sartoriale dimostra come la creatività italiana sappia imporsi. 


È livornese il nuovo brand che riporta in auge il Made in Italy. L'uso estroso del colore e delle righe, unito alla ricerca continua della qualità dei filati, a suggello di un'importante partnership tra ViaCalzabigi e lo sportivo Francesco Coco.


«Sono stato entusiasmato dall'idea di portare in campo la mia esperienza, giocando una partita completamente nuova» ha commentato l'ex calciatore Francesco Coco «Mi piaceva l'idea della calza come accessorio discreto, ma con personalità».


La felice collaborazione tra l'eclettico brand di moda e Francesco Coco nasce dalla volontà dello stesso di dare un volto nuovo a questo marchio già noto per le sue linee fantasiose. 


Con un passato da protagonista sia dentro che fuori il campo da gioco, Francesco ha trasferito nel concept la sua passione per il mondo del calcio. Cinque collezioni riportano i riferimenti cromatici di cinque delle squadre in cui ha militato durante i suoi quattordici anni di carriera: Milan, Barca, Inter, Livorno e Torino.


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Ritornano sotto i riflettori le tipologie dimenticate, colorando il mondo e gli outfit. Si punta alla rivitalizzazione dell'antica tradizione nella lavorazione delle calze di qualità.


«Il calzino è uno dei pochi accessori capace di accomunare un uomo e una donna in maniera divertente» afferma Alessandro Cirinei, CEO e founder di Via Calzabigi «La storia del tessile italiano ha una lunga tradizione, che noi abbiamo voluto riproporre in chiave moderna, attraverso un design innovativo e linee futuristiche».


Via Calzabigi nasce nel 2016 dall'idea di Alessandro Cirinei di progettare un e-commerce con una logica di abbonamento per proporre prodotti originali innovativi e Made in Italy. Successivamente Alessandro ha coinvolto il progettista e designer di esperienza,Massimo Ferrara e insieme hanno accettato la sfida.


«Il design di Via Calzabigi trae ispirazione dai grandi pittori astrattisti benché le nostre calze non facciano riferimento a uno stile definito» conclude Alessandro Cirinei «il nostro scopo è quello di personalizzare il proprio stile in base al mood giornaliero».

 

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Golden Flamingo ha firmato #shareyoursmile: la nuova campagna in favore di Operation Smile Italia Onlus

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Golden Flamingo ha firmato #shareyoursmile: la nuova campagna in favore di Operation Smile Italia Onlus

Da trentacinque anni, l'organizzazione umanitaria Operation Smile offre assistenza medica ai bambini di tutto il mondo affetti da labiopalatoschisi, impegnandosi non solo a curare i pazienti ma anche ad abbattere le barriere che impediscono l'accesso a una chirurgia sicura e gratuita. In Italia, la Fondazione Operation Smile Italia Onlus è attiva dal 2000.


Condividendo gli obiettivi di Operation Smile, un sostenitore della Fondazione, che ha espresso la volontà di rimanere anonimo, ha affidato a Golden Flamingo lo sviluppo della comunicazione della nuova campagna virale #shareyoursmile con l'intento di aumentare la sensibilità verso il mondo del volontariato e, in particolare, per promuovere l'attività di Operation Smile sia in Italia che nel mondo.


Golden Flamingo è un'agenzia digital first, in cui l'esperienza maturata dai soci fondatori e dalle persone che ne compongono la squadra rappresenta l'essenza della comunicazione nella sua globalità.


Grazie al lavoro del suo team di registi, scenografi e storyteller, Golden Flamingo ha prodotto un cortometraggio inteso a raccontare la straordinaria forza virale che si nasconde dietro a un semplice sorriso: un gesto minimo, quasi trascurabile, per la maggior parte delle persone, ma che acquisisce un'energia spettacolare quando si disegna sul volto di un bambino. Anche di quei bambini per i quali, grazie a Operation Smile, sorridere è tornato a essere un atto spontaneo e genuino.


Attraverso #shareyoursmile, Golden Flamingo si propone l'obiettivo di generare nel pubblico la voglia di condividere il proprio sorriso su Facebook e Instagram, contribuendo a diffondere la conoscenza della missione della Fondazione Operation Smile Italia Onlus e a promuoverne le azioni sul territorio.


"La sfida e il progetto ci hanno conquistato all'istante", ha detto Michelangelo Manente, direttore creativo di Golden Flamingo. "Non capita tutti i giorni di lavorare su progetti di comunicazione commissionati da un filantropo misterioso che, peraltro, è riuscito a mantenere l'anonimato anche nei nostri confronti! Essere stati coinvolti a braccetto con una Fondazione seria come Operation Smile Italia Onlus in una campagna come questa, in cui il messaggio è perfino più importante della narrazione, è per noi motivo di grande orgoglio".

 

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Aspirnova affida all'agenzia il rifacimento del sito web

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Aspirnova affida all'agenzia il rifacimento del sito web

Aspirnova è presente nel settore della climatizzazione e refrigerazione industriale da oltre 30 anni. 


Ha conquistato una posizione di rilievo sul mercato italiano e internazionale nella produzione e vendita di climatizzatori evaporativi, recuperatori di calore, ventilatori, torrini, elicoidali e correlati. 


Aspirnova è la prima Azienda in Italia a ottenere la certificazione relativa ai ventilatori centrifughi, torrini, cassonati per estrazione dei fumi in caso d'incendio, ciò è una conferma della qualità dei propri prodotti. 


Aspirnova ha scelto la strada dell'innovazione e della ricerca applicata a tutta la produzione, così da offrire ai propri clienti solo prodotti di altissima qualità tecnologicamente ai vertici.

 

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Michelangelo Manente, artista del mese alla Mondadori

Il nostro art director Michelangelo Manente sarà l'artista del mese al Mondadori Multicenter di piazza Duomo con la sua personale "Serie AhAh".


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Michelangelo Manente, artista del mese alla Mondadori

Il nostro art director Michelangelo Manente sarà l'artista del mese al Mondadori Multicenter di piazza Duomo con la sua personale "Serie AhAh".

 

 

Vignettista e caricaturista. Affascinato dai volti, quelli che studia e soprattutto quelli che incrocia per strada. 

Nelle sue riletture artistiche parte dalla decodificazione dei soggetti: cogliere il "non svelato" è un'esigenza, immaginarne il mondo a esso associato un piacevole rituale.

Il suo spirito ironico lo avvicina a colori particolarmente vivi. Tinte che, con l'uso delle ombre prospettiche, donano ai volti un senso di tridimensionalità e profondità ricercata. Autodidatta, il suo percorso formativo nasce dalla visione e dallo studio dei cartoni animati. 

Di qui, un imprinting da cartoonist fortemente influenzato da tratti decisi, rapidi, naturali. E da colori brillanti, che nel mondo digitale emergono con potenza. Ma tutto parte da carta, matita e pennino. I volti vengono prima scomposti in elementi geometrici basilari (cerchi, quadrati, triangoli), quindi lavorati in base alle esigenze del momento. 

Tra osservazioni e interpretazioni di un mondo fatto di mimica e iconografia moderna. 


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Michelangelo Manente, nato a Molfetta (Bari) nel 1978, si definisce "pentito" informatico sbarcato in un mondo colorato. 

Vignettista dal 2000, è passato da riviste locali a testate nazionali quali Libero Quotidiano, TeleLombardia/Top Calcio24, Mi-Tomorrow, Gazzetta del Mezzogiorno e numerosi siti del settore calcistico.

Nel 2006 è stato protagonista di una mostra personale di vignette pubblicate sulla rivista mensile Quindici Molfetta, con la quale pubblica anche "Affondi" e "Affondi2", in cui vengono raccolti gli editoriali del direttore. 


Nel 2012 espone sei enormi vignette realizzate nell'aeroporto Marconi di Bologna all'interno dell'iniziativa "We are a smiling airport". Nel 2014 realizza il video musicale "Birkenau", interpretato da alcuni artisti di fama nazionale (Negramaro, Après la Classe). 

Dal 2009 è anche caricaturista dal vivo in eventi di varia natura.


Per ulteriori informazioni clicca qui

 

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Contexto Edolo

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Contexto Edolo

CONTEXTO  è una mostra diffusa che invade Edolo snodandosi per le vie e le piazze del centro storico in spazi aperti e chiusi, pubblici e privati e coinvolge circa 30 giovani artisti, tra cui molti già noti al pubblico nazionale e internazionale, con sculture, installazioni, video, fotografie e dipinti. 


Sono interventi site-specific o comunque pensati per un puntuale contesto edolese. Golden Flamingo si occupa della gestione del sito web e dei social della manifestazione.

 

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Steve Morse sceglie Golden Flamingo per il suo sito internet

Steve Morse, una delle leggende del Rock ha scelto Golden Flamingo per la realizzazione del suo sito internet. Il chitarrista dei Deep Purple ci ha affidato la rivisitazione del sito internet e la redazione dei contenuti. Il sito è stato interamente realizzato con il nostro CMS e conta su una doppia versione desktop e mobile e una parte responsiva per la corretta gestione dell'orientamento dei tablet.


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Steve Morse sceglie Golden Flamingo per il suo sito internet

Steve Morse, una delle leggende del Rock ha scelto Golden Flamingo per la realizzazione del suo sito internet. Il chitarrista dei Deep Purple ci ha affidato la rivisitazione del sito internet e la redazione dei contenuti. Il sito è stato interamente realizzato con il nostro CMS e conta su una doppia versione desktop e mobile e una parte responsiva per la corretta gestione dell'orientamento dei tablet.

 

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Terra del Sole, per le vostre vacanze

E' online il sito internet del Bed and Breakfast Terra del Sole di Trani. La grande passione dei proprietari di questa splendida struttura è riflessa nell'accuratezza del sito internet e delle meravigliose foto scattate per rendere omaggio alla struttura.

 

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Terra del Sole, per le vostre vacanze

E' online il sito internet del B&B Terra del Sole di Trani. La grande passione dei proprietari di questa splendida struttura è riflessa nell'accuratezza del sito internet e delle meravigliose foto scattate per rendere omaggio alla struttura.

 

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Made in Sport

MADE IN SPORT è una start up nata nel 2015 dall'unione di competenze provenienti dal mondo dello Sport, dell'Informatica e della Comunicazione. 

La filosofia che ci appartiene si fonda sul riconoscimento e il rispetto dell'identità peculiare dei nostri clienti, e ciò che facciamo è concepire e fornire soluzioni personalizzate che combacino perfettamente con tale identità. Un approccio unico per un cliente unico: è qui che risiede la nostra forza.


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Made in Sport

MADE IN SPORT è una start up nata nel 2015 dall'unione di competenze provenienti dal mondo dello Sport, dell'Informatica e della Comunicazione. 

La filosofia che ci appartiene si fonda sul riconoscimento e il rispetto dell'identità peculiare dei nostri clienti, e ciò che facciamo è concepire e fornire soluzioni personalizzate che combacino perfettamente con tale identità. Un approccio unico per un cliente unico: è qui che risiede la nostra forza.

 

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